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Martedì 7 Settembre 2010    
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Il progetto di selezione Ampelos continua a mettere a disposizione dei viticoltori nuovi interessanti cloni: grazie al lavoro del dott. Daniele Bassi dei Vivai COOP. Padergnone presto sarà disponibile il Pinot Grigio Ampelos VCP 4.

A breve troverete nel nostro "Catalogo cloni" la scheda con le caratteristiche della selezione.

Pinot grigio Ampelos VCP 4


Il Rebo, varietà ottenuta nel 1948 dallo sperimentatore Rebo Rigotti da un incrocio "Merlot x Teroldego", sta suscitando grande interese fra i viticoltori trentini per le sue caratteristiche enologiche (struttura e profumi).

Ora, grazie all'attento lavoro di selezione del dott. Daniele Bassi dei Vivai COOP. Padergnone, Ampelos può presentare il primo clone certificato di questa varietà, chiamato Ampelos VCP 3.

Per saperne di più non vi resta che contattare i Vivai COOP. Padergnone oppure >>> CLICCARE QUI <<<
Rebo Ampelos VCP 3


La selezione clonale del Consorzio Ampelos continua senza sosta: Domenico Gandini, dei Vivai Cantone, ha infatti terminato la selezione del vitigno "Lambrusco Viadanese". Il lavoro svolto ha portato all'identificazione di tre diversi cloni: 

- Ampelos CNT 3: ha le caratteristiche del classico "Lambrusco Viadanese", vitigno coltivato nella zona del Mantovano probabilmente fin dai tempi di Virgilio;
 
- Ampelos CNT 14 ed Ampelos CNT 18: con questi due cloni si ritiene di aver recuperato la selezione detta "Grappello Ruberti", citata per le sue superiori qualità agronomiche ed enologiche negli atti del convegno vitivinicolo svoltosi a Quistello (MN) nel 1939.
 
Per saperne di più non vi resta che contattare i Vivai Cantone oppure >>> CLICCARE QUI <<<
Ampelos CNT 3

Il Consorzio Ampelos aveva da tempo capito l'interesse che, in Emilia - Romagna, diversi operatori avevano manifestato interesse per un rilancio della "Cagnina": il vitigno è diffuso non solo in Romagna, ma anche in Friuli ed Istria con il nome di "Terrano" e fino ad in Italia ne esisteva un solo clone.

Adesso, grazie alla collaborazione fra Ampelos  e l'Università di Bologna - Facoltà di Agraria, in vecchi vigneti nella provincia di Forlì (dove il vino "Cagnina" ha la menzione D.O.C.) sono stati individuati questi due cloni, chiamati CAB 29 e CAB 40, che associano ad una vigoria modesta una buona fertilità delle gemme basali, un grappolo tendenzialmente poco compatto e ottime caratteristiche enologiche.

Per maggiori informazioni sulle caratteristiche di questi cloni rivolgetevi ai Dalmonte Guido e Vittorio Vivai oppure visitate le schede dei cloni e, in caso vogliate ulteriori informazioni,  >>> CLICCATE QUI <<<

Cagnina CAB 40

 
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